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UN VIAGGIO A PRATO

....e siamo ancora qua! Proiettate nel nuovo anno, nell'augurare a tutti voi un prosperoso  2020, riapriamo il blog parlandovi di Prato. Pronti? Si parte insieme a Raffaella!


Oggi voglio portarvi in una città spesso dimenticata. Quando parliamo di Toscana subito pensiamo alla magnificenza di Firenze, agli scorci suggestivi di Arezzo, che hanno fatto da scenografia allo struggente film di Benigni "La vita è bella", a film piu' leggeri e spensierati, come “Lettere a Giulietta” che ci accompagna lungo il crinale dell'Appennino Toscano, alla ricerca di un amore giovanile improvvisamente risvegliatosi ed ancora a tanti altri film o libri che ci conducono in una Toscana che ci avvolge ed incanta con la magia bucolica del suo Appennino, dei borghi medievali, degli affreschi nelle chiese e nei palazzi, sentiamo nominare tante località, raramente, per non dire quasi mai, si parla di Prato

Castello dell'Imperatore

Prato conobbe grande fama soprattutto per i tessuti. A causa di un ironico nonché beffardo scherzo del destino, la forza economica della città che sin dal Medioevo le dette notorietà e ricchezza, per l’appunto il comparto tessile, e che la vide primeggiare su molte altre città italiane ed europee, segnò il passo del suo declino come meta turistica negli ultimi decenni dei nostri tempi moderni. I suoi illustri trascorsi oggi tendono a sbiadire ad appannaggio di un evoluzione economica, sempre nel settore tessile, ma di impronta prettamente cinese, Prato, nel volgere di alcuni decenni, diviene così famosa come città italiana dove la comunità cinese ha creato una vera e propria Chinatown, si cancellano lentamente i solchi di un passato illustre, che vi assicuro essere ancora visibili nell’architettura del centro storico, e di una storia che merita essere ricordata e che deve essere assolutamente riportata alla luce.  Oggi voglio tralasciare l’aspetto economico della città e limitarmi a raccontarvi di “quella Prato illustre” che è ancora visibile se solo ci si trovi a passeggiare tra le vie del cuore di questa città.  Sono andata a trovare la mia amica Barbara che si è trasferita lì da poco, una delle writers di questo blog. Ho preso il treno a Ferrara, ho cambiato a Bologna e da lì, con il regionale, in un’ora circa attraversando, anzi, oltrepassando l'Appennino, sono arrivata a Prato. La giornata novembrina era uggiosa e nebbiosa, l'Appennino non risplendeva certo di quella magica atmosfera tipica della stagione primaverile o estiva, mostrava, nonostante tutto, un nuovo fascino, malinconico e mesto, stranamente piacevole. Non nascondo le mie perplessità circa la gradevolezza della città, la stazione, un po’ come tutte le stazioni del mondo, non è un gran bel posto, ma ogni perplessità è svanita nel momento in cui la mia amica Barbara mi ha portato nel cuore della città

La prima cosa che mi ha mostrato è stato un bel palazzone, dalla struttura solida, compatta, dove poche sere prima lei aveva partecipato ad un evento serale, parlo del duecentesco Palazzo Pretorio che ospita il museo civico di Prato. Vi posso assicurare che merita una visita, al suo interno ci sono opere straordinarie del nostro patrimonio artistico che vanno dal trecento fino ai giorni nostri, comprendendo una splendida Madonna della cintola del Lippi; insomma un vero condensato della storia della città e della nostra bella Italia. 


Poco distante si trova il Duomo di San Francesco; la prima cosa che colpisce è il pulpito esterno un opera straordinaria di Donatello e Michelozzo, presumibilmente databile tra il 1428 e il 1438, io personalmente non ho mai visto nulla di altrettanto peculiare, saluta e ammalia i passanti non solo per la sua raffinata esecuzione, ma anche perché "…appare appeso come un nido all’angolo della facciata" come ebbe a scrivere Curzio Malaparte. Il pulpito è anche il luogo deputato all’ostensione pubblica della Cintola della Madonna, reliquia custodita gelosamente all'interno del Duomo (soggetto del dipinto del Lippi "La madonna del cintolo" custodito presso Palazzo Pretorio, poc’anzi citata.) All’ interno del Duomo si possono ammirare splendidi affreschi di Filippo Lippi situati nella Cappella Maggiore, ove, nelle Esequie di Santo Stefano, oltre a dipingere Papa Pio II in sgargianti vesti rosse, in basso a destra il Lippi ci dona il suo autoritratto. Io adoro questi piccoli particolari, perché mi regalano la possibilità di fare un salto nella storia e dare un volto a chi ci ha lasciato eredità artistiche impareggiabili. 

A Prato c'è ancora tanto da visitare; il Castello dell'Imperatore, una costruzione salda, massiccia, ben ancorata al suolo un esempio dell'architettura operante nell'Italia centro settentrionale.  Merita, a mio avviso, forse perché da creativa amo la stoffa e tutto ciò che con essa si può produrre, una visita al museo tessile dove è possibile ammirare come Prato meritatamente possa essere definita la capitale delle stoffe

Un’ ulteriore palazzo da visitare che stimolerà sicuramente la curiosità del turista è Palazzo Datini, la cui costruzione ebbe inizio nel 1383 su disposizione di Piero di Giunta del Rosso allora tutore di Francesco Datini. È un palazzo meraviglioso dove si respira l’ atmosfera del quattrocento fiorentino. La dimora è stata abbellita anche da importanti artisti come Agnolo Gaddi e Nicolò Gerini, ma non voglio tediare con la descrizione di opere e architetture, lascio al visitatore la scoperta di questa maestosa dimora, regalandogli una piccola curiosità, proprio in questo luogo, ad opera del suo proprietario, vien fatta risalire la nascita della prima cambiale. 


Questi sono solo alcuni dei luoghi visitabili della città di Prato, non meno interessante è l’aspetto gastronomico, vi sono locali deliziosi e tipici ove intrufolarsi e gustare le specialità toscane, vi consiglio di risparmiare, però, anche un po' di forze per abbandonarvi allo shopping, poiché a Prato ci sono molti negozi, tutti eleganti e con buoni prezzi.  Ci tengo a menzionare un piccolo negozietto, molto intimo, che si chiama Tiziana e si trova in via Mazzini n. 49. La titolare è una signora di Prato molto gentile affabile, qui potrete trovare oggetti artigianali di ogni foggia da borse a spille, da collane ad anelli, pezzi unici e molto particolati.  Ora vi saluto e vi do appuntamento al prossimo post che vi anticipo già sarà sul Delta del Po e spazierà tra Comacchio e l’Abbazia di Pomposa.  Mi accomiato augurando buona visita a tutti i lettori di  "Scelgo l’Italia"!


- Buon inizio 2020 dallo staff di Scelgo l'Italia -

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