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TORINO ESOTERICA: LA CITTÀ DELLE DUE MAGIE

  • Immagine del redattore: Antonella
    Antonella
  • 6 ago
  • Tempo di lettura: 3 min
Torino non si guarda. Torino si ascolta.
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C’è una città fatta di pietra, di portici, di caffè, che si apre sotto i tuoi passi. E ce n’è un’altra, fatta di vene sottili, di correnti invisibili, di simboli incisi nelle ombre. È la Torino delle due magie: quella bianca e quella nera. Una città che pulsa sotto la pelle della storia. La Torino di questo viaggio è un varco che ti conduce oltre la soglia.


Il disegno segreto di Torino: dove tutto prende forma


Immagina Torino come un corpo vivo: il suo cuore Piazza Castello, punto esatto in cui si incrociano le dodici correnti energetiche che dividono la città in settori zodiacali. Da qui si diramano linee immaginarie che collegano i vertici di due "triangoli" opposti e complementari: il triangolo della magia bianca e quello della magia nera.


Non è leggenda: la città è davvero attraversata dal 45° parallelo, asse terrestre che gli antichi consideravano canale privilegiato tra cielo e terra. Qui, le acque del Po (solare) e della Dora (lunare) si incontrano, generando un terreno fertile alle energie.


Vertice di Luce: Piazza Castello e la Gran Madre


Il triangolo della magia bianca trova il suo vertice in Piazza Castello, dove i Dioscuri vegliano il portale della città invisibile. Attraversare lo spazio tra le loro statue è un rito silenzioso: si dice che purifichi l’energia e riarmonizzi il disordine interiore.


La linea continua poi fino alla Chiesa della Gran Madre di Dio, che sorge proprio sull’asse del Po. La leggenda vuole che tra le sue statue sia nascosto un indizio che guiderebbe al Santo Graal. L’interno della chiesa è avvolto in un silenzio che non è mai solo spirituale: è sospensione.


Vertice d’Ombra: Piazza Statuto e il Portone del Diavolo


All’estremo opposto pulsa il vertice oscuro: Piazza Statuto. Un luogo elegante che nasconde ferite antiche: necropoli romana, teatro di esecuzioni, nodo energetico della magia nera. Il Monumento al traforo del Frejus, con il suo genio alato, per alcuni sarebbe, invece, la statua di Lucifero che emerge dalle tenebre della materia. Vi consiglio di approfondire la storia della piazza... avrete moltissimo da scoprire...


Proseguendo, ci dirigiamo là dove si trova il Portone del Diavolo: un ingresso scolpito con teste demoniache, serpenti intrecciati e numerologie occulte. È la porta che “non vuole essere aperta”. Si dice che ogni tanto, chi la osserva a lungo, possa percepire strani e inquietanti sussurri.


Il segreto sottoterra: le grotte alchemiche


Tra i due poli, si estende un labirinto sotterraneo: le Grotte Alchemiche. Si narra che collegassero il Palazzo Reale alla Gran Madre e, in un asse più oscuro, a Piazza Statuto. Nessuno ne ha mai tracciato una mappa completa. Ma ogni tanto, in certe notti, Torino sembra respirare dal sottosuolo, un luogo immenso, atttaversato dalla magica alchimia del passato e, chissà, anche del presente ...


Castello della Rotta: la fortezza dei sospiri


A pochi chilometri dalla città, il Castello della Rotta si staglia in silenzio. È il castello più infestato d’Italia, presidio templare e nodo oscuro di battaglie mai terminate. Cavalieri spettrali, monaci incappucciati, voci di bambini: il suo respiro attraversa le generazioni. Anche solo osservandolo da lontano, avverti che qualcosa ti osserva. (il Castello è una proprietà privata, ma anche solo aggirarsi nei dintorni è un'esperienza da non lasciarsi sfuggire. A volte vengono organizzate visite esclusive.... tenetevi informati se siete interessati)


La Sacra di San Michele: la soglia tra mondi


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Salendo sul Monte Pirchiriano, la Sacra di San Michele si offre come un altare sospeso. Questo luogo non è solo sacro: è un varco, una soglia. I venti che spirano tra le sue arcate sembrano custodire voci di monaci, di antichi alchimisti, di pellegrini. Le sue geometrie creano allineamenti sottili con altre abbazie dedicate a San Michele lungo una “linea sacra” (la spada di San Michele Arcangelo) che attraversa l’Europa.


Il monte Musinè: dove la natura è rito


Non lontano, il Monte Musinè custodisce misteri che la scienza non spiega: fuochi fatui, presunti avvistamenti UFO, erbe raccolte dalle “masche” (streghe piemontesi dai poteri magici). La sua vetta è un osservatorio ancestrale, dove le energie della terra sembrano cambiare continuamente direzione.


Il disegno invisibile: Torino, corpo vivo di energia


La doppia anima di Torino – luce e ombra, magia bianca e nera – non è semplice folklore. È una rete sottile che collega simboli, architetture, elementi naturali e forze nascoste. Camminare in questa città significa attraversare vene energetiche, solchi nascosti nella pietra, porte che si aprono solo a chi sa osservare.


Torino non ti svela i suoi segreti. Sei tu che, passo dopo passo, li risvegli.


Postilla

Il triangolo della magia bianca: Lione, Praga, Torino

Il triangolo della magia nera: San Francisco, Londra, Torino


-Buone scoperte Antonella - Scelgo l'Italia-

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