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Oratorio Santa Maria della Vita

Una splendida chicca del barocco bolognese nel cuore di Bologna: l'Oratorio di Santa Maria della Vita. Spesso i turisti e i visitatori si recano al Santuario, e si soffermano unicamente alla visione della Chiesa e della splendida e famosa scultura del Compianto sul Cristo Morto di Niccolò dell'Arca. Il mio consiglio è quello di salire anche al piano superiore dove l'inaspettato prende vita...


L’Oratorio di Santa Maria della Vita era il luogo dedicato dai membri della Confraternita alla preghiera e alle opere penitenziali (flagellazione). La Confraternita dei Battuti o Flagellati, prendeva il nome dall'abitudine dei confratelli di flagellare il proprio corpo a scopo penitenziale, ma di loro e della loro storia avremo modo di approfondire il discorso in altra occasione.


Edificato nel ‘400 e ricostruito, unitamente al Santuario, nel ‘600 è uno dei più suggestivi interni barocchi della città, raro per la sua integrità conservativa. L'ambiente a pianta rettangolare, dedicato dalla Confraternita al Beato Raniero e alla Madonna, è ornato dalle decorazioni con stucchi dorati di Giulio Cesare Conventi e Antonio Martini, portate a termine nel 1639.


Entrando nell’Oratorio a destra troviamo una serliana (la serliana è un elemento architettonico composto da un arco a tutto sesto affiancato simmetricamente da due aperture sormontate da un architrave; fra l'arco e le due aperture sono collocate due colonne) con un altare barocco e importanti dipinti del Nosadella raffiguranti il Beato Raniero e la Madonna della Vita.


Gli ambienti laterali, coperti da volte a botte, recano altre tele anch’esse tutte riconducibili alla vita morte e i miracoli del Beato Raniero. In nicchie semicircolari con frontone troviamo le statue dei Santi protettori di Bologna: da un lato San Francesco e San Petronio e dall'altro San Domenico e San Procolo. Al lato opposto del presbiterio, all'interno di un profondo spazio, c’è l'altra importante opera ricollocata nell'Oratorio, sistemata in tale posizione nel 1612: un coinvolgente Transito della Madonna, gruppo di quattordici statue in terracotta in grandezza naturale di Alfonso Lombardi commissionato nel 1519 dalla Confraternita e terminato nel 1522 che raffigura il funerale di Maria, dove un sacerdote ebreo tenta di dare fuoco al corpo della Madonna, ma un Angelo con una spada glielo impedisce, tagliandogli un braccio. Originariamente le statue erano policrome, ma successivamente vennero dipinte di colore neutro per farle sembrare di marmo, infine vennero riportate al colore originale.

Per la visita: via Clavature 8-10, Bologna

martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, domenica: 10.00-18.30; ultimo ingresso ore 18.00

+39 051 19936329

- Good vision dallo Staff di Scelgo l'Italia -



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