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NEL BIELLESE AL CASTELLO DI ROPPOLO

Oggi faremo una bellissima passeggiata nel biellese, tra risaie, castelli e buon vino insieme a Lorella. Il suo racconto, ricco, emozionante, coinvolgente ci ha piacevolmente sorpresi e ci ha fatto conoscere luoghi a noi sconosciuti che con piacere condividiamo con voi. Rendere a parole le sfumature, le sensazioni, le emozioni che trasparivano dalle sue parole non sarà facile, ma noi ci proviamo.

La nostra ospite Lorella ci racconta... "Un cartello intravisto di sfuggita mentre con la macchina imboccavamo una rotonda per andare a cena sulle rive del lago di Viverone, indicava la via per raggiungere uno dei tanti castelli del biellese, il castello di Roppolo, mentre altre indicazioni segnalavano la via francigena. E' stato un attimo decidere la visita il giorno successivo. La mia breve vacanza, con mio marito da parenti, si stava improvvisamente trasformando in qualcosa di diverso, stavo scoprendo posti nuovi immersi in una natura armoniosa, luoghi che trasmettono una calma ed una serenità piacevolmente inaspettata. Ed eccoci pronti, la mattinata non poteva essere migliore, cielo azzurro percorso qua e là da qualche innocua nube bianco panna, e noi che cominciavamo a intravedere la sagoma del castello che si delineava all'orizzonte. Il castello, dalla cima, domina il borgo omonimo, il borgo di Roppolo attraversato dalla via francigena. Per raggiungere la nostra meta saliamo una stradina stretta, che serpeggiando tra le casette con piccoli giardini colorati dalla primavera, porta fino al parcheggio del castello.


A farla da padrone nella costruzione modificata più volte nel corso dei secoli è il mastio, la torre principale, costruito prima del mille.  Il castello, dopo lunghi lavori di ristrutturazione, era aperto da pochi giorni e infatti ancora fervevano i lavori conclusivi. Ed ora, finalmente, la nostra guida, squisitamente disponibile e gentile, ci accompagna alla scoperta del castello attraverso un giardino all'italiana di una bellezza commovente; è piccolo, ma molto armonioso e si affaccia sulla pianura circostante delimitata da colline e montagne. Da qui ho rivisto il lago di Viverone, dove la sera prima ci eravamo fermati per una deliziosa cena e ancora lo sguardo si sposta sul piccolo cimitero tra il verde e in lontananza il Monferrato, secoli fa terra di dominio dei Gonzaga di Mantova, la mia città.


La guida ci racconta la storia del castello, dei proprietari e delle trasformazioni che ha subito nei secoli, fino ad arrivare all'attuale proprietario, un distinto signore francese di origini piemontesi che ha pensato di riportarlo ai fasti di un tempo per il piacere suo e di tutti noi.  I lavori sono durati due anni e si sono avvalsi  di foto, disegni e documenti vari. Quello che io stavo visitando era un castello nato per i soldati e poi trasformato in residenza signorile, destino comune a tanti castelli.

Attraverso un delizioso cortiletto con pozzo centrale siamo entrati alla scoperta di ambienti davvero affascinanti. In alcune stanze il parquet originale scricchiolava sotto i nostri piedi creando un'atmosfera antica, ma quello che più mi ha lasciata senza fiato è stato un grande lampadario a gocce donato al dottor Ettore Gruner (un ex proprietario) dal re Vittorio Emanuele III in segno di riconoscenza per aver curato e guarito da una grave malattia sua figlia la principessa Mafalda. Molto d'atmosfera anche la grande taverna con tavolo apparecchiato. Alle pareti tendaggi affrescati e sul fondo un bel camino. Ricordo nelle varie sale arazzi preziosi, letti a baldacchino, quadri e mobili raffinati. La nostra visita attraverso una scala a chiocciola in pietra, ci porta alle antiche cantine, dove abbiamo potuto apprezzare gli ottimi vini della zona.

Dai vini ad un momento da brivido, la guida ci ha raccontato una storia di fantasmi, immancabile in ogni castello che si rispetti. Il "murato vivo" il conte Bernardo Valperga di Mazzè sparì poco dopo la metà del 1400 e di lui, nonostante accurate ricerche, si perse ogni traccia. Fu ritrovato solo nel 1800, durante alcuni lavori di ristrutturazione, ancora con l'armatura addosso. Il fantasma, che ancora si aggira tra le stanze del maniero, non è il suo bensì quello di sua moglie, che disperata non smise mai di cercarlo.


La nostra visita si è conclusa, il bagaglio di bellezza inaspettata che mi porto a casa mi regala un tale entusiasmo da pianificare subito la prossima visita in quei bellissimi luoghi: Biella con la sua funicolare per raggiungere la parte alta, il laghetto di Viverone ed il suo sito palafitticolo, il borgo medievale Ricetto di Candelo (palcoscenico della Freccia Nera per chi ne ha ricordo...), il Castello di Masino con il suo splendido parco, e poi vini d'eccellenza, ottimo cibo, le risaie e il tanto apprezzato  riso del biellese. Insomma un'Italia forse meno conosciuta, ma fatta di luoghi bellissimi, arte, cultura e ottimi cibi, vini e prodotti locali."


Lorella, che ringraziamo per il suo racconto, ci ha rapiti e incantati. Abbiamo messo in agenda una gita ed un tour fotografico in quei luoghi, ci ha convinti e rassicurati che non ce ne pentiremo!! Per eventuali informazioni, orari e giorni di chiusura: 0161 98115

- Buon viaggio da Scelgo l'Italia -

NOTE

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