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Le due Torri simbolo di Bologna

La stretta si è allentata, con senso di responsabilità e con civiltà, proviamo a tornare per le strade, nei musei, nei parchi. Oggi vi porterò alla scoperta del simbolo più importante di Bologna: le due Torri. Torneremo indietro nel tempo per conoscere la storia della Torre degli Asinelli e della Garisenda. Pronti? Andiamo!


La città delle torri

Torre degli Asinelli e Torre Garisenda
Le Due Torri simbolo di Bologna

Le torri a base quadrata venivano costruite con grossi blocchi di selenite e il resto della costruzione veniva innalzato con doppi muri sempre piu sottili man mano che si procedeva verso l’alto. Tali muri erano realizzati “a secco” e la cavità riempita con ciotoli e malta. I fori, visibili all’esterno, servivano come punti di ancoraggio per installare delle impalcature di manutenzione. A Bologna, città dotta ma con pochi architetti, si costruivano le torri “come venivano” e spesso il terreno cedeva nonostante le fondamenta e alcune di esse con il tempo si sono piegate e altre addirittura crollate.

La Torre degli Asinelli

Torre degli Asinelli
Strada Maggiore e la Torre degli Asinelli

La Torre degli Asinelli (Tårr di Aṡnîla, Tårr Lónga o l'Aṡnèla in bolognese) è la torre per eccellenza e simbolo della città di Bologna insieme alla Garisenda. Probabilmente fu eretta da Matilde di Canossa intorno all’anno 1100 come torre di avvistamento e successivamente acquistata dal nobile Gherardo Asinelli. La torre è alta 97,20 metri (la più alta torre medievale d’Italia), pende verso ovest di 2,23 metri e si può raggiungere la cima grazie ad una scala interna di 498 gradini. Nel XIV secolo la torre fu acquistata dal Comune di Bologna per essere destinata a prigione e fortilizio; infatti la torre fu anche il luogo in cui venne collocata una gabbia di ferro sospesa a venti metri di altezza, si trattava di un particolare strumento di prigionia e di sofferenza dove venivano rinchiusi i condannati per gravi reati e li tenuti fino alla loro morte.


Alla base della torre, nella rocchetta, sono visibili ai quattro angoli delle statue raffiguranti dei leoni che sorreggono lo stemma araldico di Bologna. Nei secoli la torre è sopravvissuta a terremoti, incendi e soprattutto fulmini, ma anche ad un colpo di cannone sparato per sbaglio nel 1513 durante i festeggiamenti per l’elezione di Papa Leone X.


La torre degli Asinelli proprio per la sua altezza fu teatro di esperimenti scientifici. L’abate Giovanni Battista Riccioli, nella metà del 1600, confutò con alcuni esperimenti “la teoria della caduta dei gravi” di Galileo, limitandosi ad esporre i dati scientifici senza formulare conclusioni in quanto il ricordo del processo a Galileo e delle sue idee fisiche e astronomiche era ancora pericolosamente vivo.


Un altro scienziato usò la torre per i suoi esperimenti. Fu Giovanni Battista Guglielmini che, alla fine del 1700, dimostro ancora prima di Foucault la rotazione della Terra sul proprio asse. Lo scienziato usò la tromba delle scale della torre per far cadere delle palline di piombo e misurare lo spostamento della caduta delle stesse a terra, rispetto alla verticale.


Una leggenda narra che la torre fu costruita da un giovane che di mestiere trasportava sabbia e ghiaia con i suoi asinelli (da qui il nome della famiglia). In uno dei suoi viaggi si innamorò della figlia di un nobile. Dichiarato il suo amore e chiesta in sposa al padre, questi schernendolo disse che avrebbe sposato sua figlia solo se avesse costruito la torre più alta della città. Il ragazzo, peraltro fortunato, trovò un forziere colmo di monete d’oro e d’argento e con questo, in soli nove anni, fece costruire la torre, riuscendo così a sposare la sua bella.


La Torre della Garisenda

Torre degli Asinelli e Torre Garisenda

La Torre della Garisenda o Torre Mozza (Tårr Måzza o la Gariṡannda in bolognese) è l’altra torre simbolo di Bologna. Anch’essa come la Torre degli Asinelli pare fosse stata costruita a cavallo tra l’XI e il XII secolo da Matilde di Canossa per fini militari (torre di avvistamento). Altre fonti individuano i costruttori nella famiglia Garisendi. Inizialmente alta sessanta metri fu ridotta nel XIV secolo agli attuali quarantotto metri dal cardinale Oleggio a seguito dei cedimenti strutturali delle fondamenta che ne iniziarono l’inclinazione e quindi il pericolo di crollo. Attualmente la torre ha una pendenza di 3,22 metri.


La torre genera un effetto ottico laddove ci si ponga sotto al lato della pendenza e si guardino le nuvole che passando fanno sembrare che la torre si chini per raggiungerle. Tale effetto fu poi descritto da Dante in un verso della Divina Commedia (Inferno Canto XXXI) paragonando la Garisenda al gigante Anteo.


«Qual pare a riguardar la Garisenda / sotto il chinato quando un nuvol vada / sovr’essa sì ch’ella in contrario penda, / tal parve Anteo a me, che stava a bada / di vederlo chinare ...»


Tale epigrafe è riportata alla base della torre.


Regole di accesso


Dal 27 aprile 2021 la Torre degli Asinelli ha riaperto con i seguenti orari:

  • Tutti i giorni

  • Quattro ingressi all'ora (ai 00, ai 15, ai 30 e ai 45), primo ingresso ore 10:00, ultimo ore 18:15

Il visitatore deve rispettare il regolamento e le normali regole di prudenza e, in particolare, deve, a pena di allontanamento:

  • Attenersi alle prescrizioni presenti nei cartelli affissi e alle direttive impartite dal personale presente in loco;

  • Astenersi dall’accedere se affetto da patologie o stati non compatibili con attività che indicano uno sforzo

  • Astenersi dal fumare e dal consumare cibi

E si, la salita alla torre richiede un impegno e uno sforzo notevole, perchè vi ricordo che l'impianto delle scale è ancora quello di una volta e non è presente alcun ascensore. Pertanto si sale e si scende con le proprie gambe ;-) Può altresì accadere che durante la salita si percepisca una sensazione di capogiro o sbandamento, nulla di grave: è solo dovuto all'effetto dell'inclinazione della torre a cui il nostro senso dell'equilibrio deve sopperire.


Detto ciò lo spettacolo che vedrete dalla terrazza in cima alla Torre vi ripagherà dello sforzo. La vista sarà davvero mozzafiato e indimenticabile!! Buona salita a tutti!

- Antonella di Scelgo l'Italia -