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IN VALSOLDA CON BARBARA

Un'e-mail, un invito a Parma firmato "Barbara M.", la voglia di raccontarci la storia di un piccolo paese "appoggiato" sul lago... o forse, per meglio dire,  "sospeso" sulle acque del lago. Un breve scambio di informazioni e in un attimo ci accordiamo sul giorno. Il Frecciabianca in meno di un'ora ci porta da Bologna a Parma, e poco dopo Barbara ci accoglie nella sua casa emiliana che profuma di dolci appena sfornati, mentre il nostro occhio cade su una cascata di prosciutto di Parma affiancato da un delizioso cestino contenente il pane di Busseto e fette di fragrante micca parmense,... ci ha preparato un brunch, perchè da buona italiana ama coccolare i suoi ospiti e dobbiamo dire che il suo intento risulta essere vera maestria. Ci accomodiamo e rilassati iniziamo a prendere appunti, Barbara ci accompagna nei luoghi incantati della sua infanzia...

La Valsolda è un piccolo comune Lombardo in provincia di Como a poco più di un'ora di auto da Milano che si affaccia sul lago di Lugano. Il comune è composto da nove piccole frazioni: la più importante è San Mamete.  Teatro del romanzo "Piccolo mondo antico" scritto da Antonio Fogazzaro nel  1895, e luogo in cui lo scrittore trascorse parte della sua vita (in zona possiamo ammirare anche Villa Fogazzaro). Molti paesaggi del romanzo sono infatti autobiografici. 


La Valle, completamente esposta a mezzogiorno, è soleggiata dalla mattina alla sera oltre a essere protetta verso nord dalla barriera dei monti e offre panorami pittoreschi e colori mozzafiato. Partendo dall'elegante piazzetta del piccolo Borgo di San Mamete, dove attracca il battello e dove in estate è facile incontrare i cigni che passeggiano indisturbati, in breve tempo ci si trova di fronte a una lunga e larga scala in acciottolato che conduce alla maestosa chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Mamete e Agapito. La Chiesa  possiede un bel campanile romanico dell'XI secolo e sul lato che affaccia verso il lago si possono notare gli affreschi di alcuni stemmi di Arcivescovi milanesi, Signori della Valsolda. Ai  lati del presbiterio sono rappresentate due scene della vita di S.Mamete: la cattura effettuata dai soldati di Alessandro e la morte nella fornace.

Procedendo la passeggiata sempre vista lago, arrivate al piccolo camposanto talmente ordinato da sembrare un giardino privato. Continuando a salire, un piccolo capolavoro del 1612: un tempietto dedicato a San Carlo Borromeo, vescovo di Milano, che amava talmente tanto questo luogo da farsi definire "signore della Valsolda". L'oratorio è circolare e conserva al suo interno un ritratto del Santo in meditazione attribuito a Domenico Pellegrini.  Da qui il panorama è incredibilmente unico: l'azzurro del lago, il verde della grande e rassicurante montagna di fronte. I fasci di luce del riverbero delle onde conferiscono al panorama un'atmosfera magica. In sottofondo, solo il canto degli uccelli, il leggero fruscio delle foglie e il lento scorrere del piccolo e limpido torrente Soldo proprio sotto alla nostra passeggiata.


Una leggenda narra che il Santo della Valsolda, stanco del cammino, si appoggiasse spesso alla roccia lasciando un'impronta visibile ancora oggi. Passando davanti, chi "crede", recita una preghiera: "Croce Santa Croce degna, è Carlo che mi segna, passando da questa via, sia salva l'anima mia".  Ecco il motivo per cui su questa rupe fu costruito il piccolo oratorio che domina tutto il paese. Barbara ci assicura che visitare la Valsolda significa dedicare qualche giorno  alla bellezza, vuol dire fare lunghe passeggiate. Significa lasciare la macchina e avventurarsi per stradine, mulattiere (le antiche vie che univano le piccole frazioni) e scalette, ritrovandosi improvvisamente di fronte a panorami e borghi inaspettati. Come resistere a tanta bellezza? Mentre chiacchieriamo la nostra ospite ci mostra le fotografie del posto, alcune scattate da lei, altre dalla sua amica Gloria (le cui foto accompagnano questo post e che noi ringraziamo per la disponibilità) 


La mattina è ormai trascorsa e noi ci salutiamo tra una fetta di prosciutto e un Malvasia frizzante dei colli di Parma. Chiacchierando con Barbara abbiamo scoperto che avrebbe molte altre storie da raccontarci, non ultime alcune legate alle eccellenze culinarie italiane. Decidiamo di rivederci presto, la storia "parmense" non si conclude qui.


- Buone vacanze in Valsolda da Scelgo l'Italia -

NOTE

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