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DAL MOLINO STUCKY A TIEPOLO E TINTORETTO

Eccoci nuovamente in giro per l'Italia, oggi torniamo a Venezia con la nostra Raffaella. Posso assicurarvi che il tour che sta per raccontarci vi farà venire la voglia di mollare tutto e partire immediatamente per questa città da favola adagiata sul mare... noi stiamo già respirando profumo di mare, arte, cultura e bellezza,  e voi? Si parte, Raffaella racconta...

"Siamo in giugno, le giornate sono più lunghe e l’alba, con i suoi primi chiarori, desta presto dal sonno anche più profondo. Nel torpore piacevole del dormiveglia, ho come l’impressione di udire lo sciabordio dell’ acqua quando impatta contro i muri, mi lascio cullare e lentamente mi assopisco finché la voce di mio marito mi riporta al qui ed ora; 'Buongiorno, il caffè!'  Mi rendo conto che con la testa ero altrove… forse in piena crisi di astinenza, astinenza da cosa ? Ovvio! Da Venezia! Dunque, bando alle chiacchiere, si parte! Vi porto con me in questo nuovo Serenissimo percorso! Oggi si esce dagli schemi e si viaggia al contrario: da Piazzale Roma si prende direzione San Marco, ma dall’esterno, via Canale della Giudecca: fermata San Basilio. La camminata è lunga e molto soleggiata, quindi la escluderei nei mesi più caldi, ma quando si esce dall’inverno e si ha desiderio di un po’ di tepore, oppure in estate in una giornata dolcemente ventilata beh ! Che dire? Questo è il posto giusto!  La prima costruzione che noterete sarà sull’altra sponda del Canale della Giudecca, si tratta del Molino Stucky la cui costruzione fu avviata nel 1884 per iniziativa dello Svizzero Giovanni Stucky. Qui veniva macinato grano in quantità enormi, grazie ad un sistema di turnazione costante degli operai che consentivano al mulino un’attività ininterrotta. Le farine prodotte venivano direttamente imbarcate e spedite a destinazione. Ma ciò che vorrei sottolineare è la costruzione, veramente peculiare del mulino, che esula dall’edilizia veneziana, rifacendosi piuttosto e con grande successo, al canone dell’architettura neogotica, magistralmente applicata ad un edificio destinato all’impiego industriale. Trattenete lo sguardo, non lasciatelo scivolare via da questi muri troppo fugacemente , proseguite solo dopo averlo memorizzato, poiché credetemi, non avrete modo di rivedere costruzioni tanto peculiari altre volte!

Proseguendo un po’ oltre, sempre su fondamenta Zattere al Ponte Longo, c’è un ristorante, “Le Oke” (Dorsoduro 1414) con un buon menù anche gluten free, dove è possibile fermarsi a pranzo o a cena, credetemi, attendere la notte qui è strepitoso, la sponda opposta si illumina ed il Molino Stucky diventa un edificio magico, da favola!


Proseguite passeggiando fino a Zattere ai Gesuati, qui troverete la chiesa di Santa Maria del Rosario, forse più nota come Chiesa dei Gesuati. Saranno le Quattro Virtù Cardinali quali Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza, scolpite con sembianze umane, a trattenere il vostro cammino. Questa facciata molto semplice e composta è opera dell’architetto Giorgio Massari. Non trattenetevi, entrate! Qui, i nomi più illustri di Venezia hanno profuso la loro energia artistica lasciando in eredità un capolavoro della Scuola Pittorica Veneta di grande valore. La chiesa fu voluta dai Frati Domenicani per questo tutti gli affreschi ivi contenuti sono da leggersi ed interpretarsi come un esaltazione del Rosario nonché delle glorie e dei meriti dei Domenicani. Dunque entriamo! Alzate gli occhi. Gli affreschi della navata centrale, del presbiterio e del coro sono tutti opera di Gianbattista Tiepolo, non voglio annoiarvi con la descrizione dei singoli episodi, che potrete tranquillamente leggere anche su internet, vorrei solo portare la vostra attenzione alla luminosità di questi affreschi dove il Tiepolo senza indugi o incertezze spezza il filo conduttore con la passata tenebrosa scuola barocca per procedere al recupero della colorata e solare tradizione veneta rinascimentale. Qui, come ovunque, la fantasia dell’artista spiega le ali alla ricerca non solo di nuove prospettive ma anche di alternative dinamiche, dove cieli azzurri si smorzano in minacciose nuvole dalle quali nascono personaggi e angeli allo stesso tempo. L’ascesa in cielo non è più una fissa e stucchevole risalita, ma piuttosto un fluttuare lento al cospetto dell’osservatore. Le scene sono proiettate verso l’alto e con una potenza unica sfondano le ideali cornici architettoniche e schizzano fuori dal soffitto.

Vi gira la testa, vero? La potenza di questo artista è incredibile. Scendete con lo sguardo e riprendendo fiato. Scorrete le pale d’altare intorno a voi. Troverete ancora Tiepolo, con la Vergine che appare alle Sante, Piazzetta, Tintoretto con una pala d’altare ove abbiamo un Cristo in croce che sormonta un groviglio di donne disperate e contratte nel dolore. 

Gustatevi con lentezza questo luogo, andando oltre la natura sacra delle raffigurazioni, cogliendo i tratti unici degli artisti che qui offrirono l’opera del loro pennello e scalpello. Quando sarete paghi, uscite, proseguite se volete verso l’Ospedale degli Incurabili, alla volta della mortifera Cà Dario, per giungere finalmente alla Chiesa della Salute.

Un piccolo suggerimento: lungo il percorso verso la Chiesa della Salute c'è un negozio di antiquariato che merita una sosta: è il negozio di Claudia Canestrelli, Dorsoduro 364/a ... fateci un salto! 

Anche oggi dobbiamo interrompere il racconto di Raffaella Fantini, saremmo rimasti ore ad ascoltarla... ma siamo certi di un nuovo incontro a breve con lei per un tuffo in un altro bellissimo luogo firmato Italia.


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